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Car Sharing a Palermo, “Servizio utile, ma troppi mal funzionamenti nella gestione”

Di Paola Marino
Ok, a Palermo stiamo provando a cambiare rotta, abbiamo capito che troppe macchine in centro storico non fanno bene, abbiamo pedonalizzato diverse aree rendendole più vivibili e i turisti sono aumentati. Adesso stiamo lavorando per ridurre il traffico veicolare in città. Io abito a piazza Marina, ho rottamato la mia macchina diversi anni fa e ho fatto un abbonamento annuale al car sharing già da quando ha cominciato a muovere i primi passi in città.
Il car sharing è un sistema meraviglioso, economico, ecologico, utile su tutta la linea. Almeno in teoria. Perché negli ultimi mesi il car sharing a Palermo è un’utopia.  Mi spiego: un paio di anni fa si accedeva al servizio a un costo annuale di 100 euro più un tot commisurato al tempo e percorso fatto misurato in km. Diciamo in media qualcosa come 2 euro l’ora. Prenotavi, trovavi la macchina, andavi ed eri felice. Unico neo: erano pochi i parcheggi one-way cioè quelli attraverso i quali potevi prendere l’auto in un punto A (per esempio piazza Marina) e lasciarla in un punto B (per esempio piazza Mondello), prendendola poi quando ti serve per tornare dal punto B al punto A ma lasciandola – nel frattempo – a disposizione.
Nei parcheggi normali, che quindi eri costretto a usare, prendi e lasci l’auto nello stesso punto, dunque la prendi a piazza marina, arrivi a destinazione, la tieni parcheggiata per due ore per fare quello che devi fare e la riporti indietro, ovvero: paghi l’auto per 4 ore ma l’uso effettivo, cioè quello di percorrenza, è di nemmeno 1. 
Ora io non so quante auto avesse, all’epoca la flotta, fatto sta che andavi sulla lentissima e carente App, e dopo solo quattro o cinque insulti riuscivi a trovare un’auto.
Ad un certo punto, quest’anno, nel giro di pochi mesi hanno:
messo quasi tutti i parcheggi in one way 
abbassato drasticamente la tariffa annuale (e quando dico drasticamente non mi riferisco a una riduzione che ne so del 20% o del 50%… ma del 75%!!!)
risultato: aumento straordinario degli abbonati, carico su sito e app mostruoso, parcheggi impazziti. 
E questo è niente perché non considera la variabile “Palermo”, e quindi: stalli car sharing costantemente occupati da ambulanti, cittadini incivili, parcheggiatori che chiedono il pizzo. Sicché ogni volta devi fare due giri in attesa che ti liberino il posto e ti deve andare bene se non ti minacciano. Anche qui devo dire che una volta l’assistenza clienti era iper presente e fattiva, ultimamente per forza di cose lo è meno, ci ho messo 6 mesi a recuperare una penale di ritardata consegna attribuita ingiustamente, per dire.
E poi c’è l’App. OOOhhhh l’App, quella ineffabile accolita di follia che va in crush appena la apri, che non ti permette di modificare la prenotazione (ma allora perché c’è il tasto “modifica”?!) che impiega circa 5 minuti per darti la lista parcheggi e se per caso sbagli tasto ce ne mette dieci a ritornare dove ti serviva. Un inferno labirintico di funzioni inutili, tab discutibili (perché mai devo selezionare quale auto elettrica voglio se ne abbiamo un unico modello?!), e lentezza mostruosa. In compenso il sito è peggio, meno male che sui social sono reattivi, sì, rispondono subito, subito subito: più o meno come l’ampolla di San Gennaro: una volta l’anno. Ci terrei molto a dire che al netto di malfunzionamenti e abusivi, di cui certo non è del tutto responsabile il gestore (non del tutto…) il servizio vale, è utile davvero e andare contromano nelle preferenziali è una figata che ti permette di risparmiare tempo, denaro ed emissioni, e che la disponibilità di alcuni dei responsabili Amat è magnificamente imbarazzante per quanto ampia, piena e risolutiva. Purtroppo però, non sempre basta…
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